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 CENNI STORICI |
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Le Fortificazioni
Gli aggeri di Ardea sono uno dei più grandi esempi di fortificazioni arcaiche. Nel Lazio antico ci si difendeva
dai nemici scavando un fossato: il pietrame dello scavo era poi rovesciato sul lato interno in modo da costituire
un muro di terra. La parola "aggere" viene dal latino "ad gerere" che significa appunti arginare ammassando.
Tutti e tre i pianori di Ardea (Acropoli, Civitavecchia e Casalazzara) erano fortificati in più punti. L'Acropoli
ad esempio era difesa naturalmente su tre lati dai ripidi costoni di tufo della rupe, mentre verso l'entroterra
vi era un imponente aggere. Anche per gli altri due pianori le costruzioni difensive erano rivolte verso l'entroterra,
dove la conformazione del territorio rendeva la città più esposta.
La costruzione originaria è attribuita al VII secolo a.C. e la caratteristica forma ad "onda" degli aggeri rispecchia un'esigenza puramente funzionale: minore ripidità
all'interno per permettere una facile salita ai difensori. La fortificazione era completata da scheggioni di tufo
e palizzate in legno.
Nel IV secolo a.C. l'intero sistema difensivo della città fu ridisegnato e potenziato per fronteggiare le nuove invasioni. Anche il muraglione difensivo che circondava tutta l'Acropoli è dello
stesso periodo e i resti di mura in opera quadrata sono ancora visibili. La parte meglio conservata si trova
sul lato nord-est della rupe dell'Acropoli. Qui c'è anche un bastione a pianta pentagonale costruito secoli
dopo le mura, utilizzando blocchi più antichi.
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La storia di Ardea |
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